Sentenze & Comunicati

Rassegna:                                                                                                            

 

 La ex moglie va mantenuta se trova occupazione non adeguata

      Va confermato il diritto all'assegno di mantenimento se l'ex trova lavoro ma percepisce un reddito basso che non le consente di conservare il tenore di vita goduto durante il rapporto matrimoniale.

     A stabilirlo è la sesta sezione civile della Cassazione, con l'ordinanza n. 6433/2016 (depositata il 4 aprile), rigettando il ricorso di un uomo che contestava la conferma da parte del giudice d'appello dell'onere di corrispondere l'assegno alla ex moglie.

  Cassaz. Ordinanza n.6433/2016

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Obbbligo di assistenza per il genitore divorziato

     Il genitore non può sottrarsi agli obblighi di assistenza inerenti la potestà genitoriale. Il completo disinteresse nei confronti del figlio è contrario è contrario all'ordine e alla morale della famiglia ed è idoneo ad arrecare al minore un danno patrimoniale e non patrimoniale per la forte incidenza del rapporto genitoriale sulla formazione del bambino.

     In particolare l'aperto rifiuto e disinteresse ad instaurare un qualsiasi rapporto relazionale con il figlio minore, è idoneo ad indurre nel bambino sentimenti di colpa, di abbandono e di scarsa autostima, anche in ragione della sofferenza derivante dal confronto con gli altri coetanei, inseriti in un quadro di relazioni familiari stabilmente costituite, o comunque in grado di rapportarsi continuamente con la figura genitoriale del padre. Ciò determina un evidente danno allo sviluppo ed alla formazione del bambino, quale soggetto debole.

Cassaz., pen. sez. IV, 19.12.2013, n.51448

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Inesistente la cartella di pagamento notificata da Equitalia

   La cartella esattoriale non può essere notificata al contribuente dagli agenti della riscossione, quali Equitalia, perché preposti alla sola fase riscossiva. La notificazione a mezzo posta della cartella esattoriale è riservata  esclusivamente agli uffici che esercitano la potestà impositiva, pertanto la notificazione operata da Equitalia deve considerarsi inesistente.

    CTR Puglia, sent. 18.09.2013, n.212/23/13

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I debiti spettano ai soci, se la società si è cancellata dal Registro delle Imprese

     Se al momento della cancellazione della società dal registro delle imprese non siano venuti meno anche i rapporti giuridici pendenti in capo alla stessa, si assiste ad un fenomeno successorio in forza del quale le obbligazioni si trasferiscono in capo ai soci, i quali sono tenuti a risponderne illimitatamente, oppure nei limi di quanto riscosso con la liquidazione, a seconda che essi fossero illimitatamente responsabili o meno durante la vita della società.

   In ogni caso, la cancellazione della società impedisce che essa possa agire o essere convenuta in giudizio. Se l'estinzione interviene durante la pendenza di un giudizio, si determina l'intervento interruttivo del processo ai sensi degli artt. 299 e ss. del cod. di proc. civ., con possibile successiva prosecuzione o riassunzione dello stesso nei confronti dei soci succeduti alla società.

     Cassaz. Civ. Sez. Unite n.6070 del 12.03.2013

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    I benefici fiscali per l'acquisto della prima casa

    I benefici fiscali per l'acquisto della prima casa septtano unicamente a chi possa dimostrare, in base alle risultanze anagrafiche, di risiedere o di lavorare nel comune dove ha acquistato l'immobile, senza che a tal fine possano essere prese in considerazione situazioni di fatto contrastanti con le risultanze dette.

     Irrilevante lo stabilimento nell'immobile di una residenza di fatto.

     Cassaz. Civ. sent. n.1530 del 02.02.2012

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Se la casa non è abitabile, il mediatore non può pretendere la provvigione

     Il Giudice di Pace di Salerno, in adesione all'orientamento sancito dalla Corte di Cassazione, ha evidenziato come l'abitabilità sia un requisito giuridico essenziale per il godimento e la commerciabilità del bene. Pertanto, è fatto obbligo al mediatore di comunicare alle parti le circostanze che gli sono note circa la valutazione e la sicurezza dell'affare, nonché tutte quelle circostanze che gli dovrebbero essere note mediante l'ordinaria diligenza, così da non ingenerare equivoci. La scoperta della parte promissaria acquirente della mancanza dell'abitabilità dell'immobile, legittima il rifuto, da parte di quest'ultima, alla corresponsione della provvigione al mediatore.

     Giudice di Pace di Salerno, sent. 11.05.2011

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Risarcimento danni per la divulgazione di messaggi inviati ad una mailing list

     I messaggi scambiati tra menbri di una mailing list chiusa costituiscono corrispondenza epistolare personale ai sensi dell'art.5 Legge n.547 del 1993 la cui diffusione viola l'art.15 della Costituzione e l'art.13 del DPR n.513 del 1997, integrando pertanto la fattispecie di reato prevista dagli artt.616 e 618 cod. pen. sulla violazione, sottrazione, soppressione e rivelazione di corrispondenza.

    La Corte d'Appello di Milano ha confermato la sentenza di primo grado del Tribunale di Milano, ritenendo il danno in re ispa (realizzandosi una perdita analoga a quella prevista dall'art.1223 cod. civ., costituita dalla diminuzione e dalla privazione di un valore della persona alla quale il risarcimento deve essere commisurato) condannando l'autore della sottrazione e divulgazione al risarcimento del danno quantificato in via equitativa.

    Corte d'Appello di Milano 3340 del 2010

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Guida in stato di ebbrezza

Proscioglimento grazie al principio dello "ius superveniens"

     La Corte di Cassazione, rilevata la depenalizzazione per l'ipotesi di reato per la giuida in stato di ebbrezza con tasso alcolemico superiore a 0,5 e non superiore a 0,8, ha ritenuto, a giustizia, di emettere un provvedimento, a favore dell'imputato, di proscioglimento perché il fatto non è più previsto dalla legge come reato.

    Chi si trovaesse, pertanto, in questa situazione potrà tirare un sospiro di sollievo....

    Il principio dello "ius superveniens" può essere invocato sino in Cassazione.

    Premesso poi il principio di legalità - irretroattività operante, sia per gli illeciti penali, che amministrativi e vista la mancanza di ogni deroga in tal senso prevista dalla legge n.120 del 2010, la Corte ha ritenuto, sempre a favore dell'imputato (prosciolto), di non inviare gli atti all'autorità amministrativa, andando così esente anche da sanzioni amministrative.

   Cassazione, sentenza n.38692 del 2010

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Casa coniugale e comodato: i suoceri possono riprendersi la casa

     La Corte di Cassazione con una recente pronuncia ha statuito che: "...i suoceri possono chiedere alla nuora la restituzione della casa concessa in comodato a lei ed al figlio e adibita ad abitazione familiare, anche se dopo la separazione l'immobile è stato assegnato alla donna affidataria dei figli. Ciò in quanto la fattispecie integra il c.d. comodato precario, caratterizzato dalla circostanza che la determinazione del termine di efficacia del vincolo è rimessa in via potestativa alla sola volontà del comodante, che ha la facoltà di manifestarla con la semplice richiesta di restituzione del bene..."

 Corte di Cassazione, sentenza n.15986 del 07.07.2010

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Responsabilità medica: consenso informato

     Nel caso in cui il medico ometta di informare il paziente sulle caratteristiche ed i rischi dell'intervento e questo non riesca per circostanze non dipendenti da colpa del medico, quest'ultimo potrà essere condannato a risarcire il danno patito dal paziente, consistito nel peggioramento delle sue condizioni di salute, solo ove il paziente stesso alleghi e dimostri che, se fosse stato informato circa i rischi dell'intervento, avrebbe verosimilmente rifiutato di sottoporvisi, residuando, altrimenti, la risarcibilità del danno conseguenza, ricollegabile esclusivamente alla lesione del diritto di autodeterminazione.

Corte di Cassazione, sentenza n.2847 del 09.02.2010

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Impugnare il licenziamento oltre il termine di legge

     Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione, modificando radicalmente il proprio orientamento, hanno ritenuto la validità dell'impugnazione del licenziamento, pervenuta al datore di lavoro oltre il termine decadenziale di 60gg dalla comunicazione del licenziamento, come previsto dall'art.6 della Legge n.604/66

     Così pronunciando la Suprema Corte: "...nella fattispecie, l'emissione della dichiarazione impugnatoria costituisce l'atto cui si riconnette l'effetto di impedire la decadenza del prestatore di lavoro dal diritto di conseguire l'annullamento del recesso datoriale, non rilevando, nonostante l'impugnazione abbia carattere chiaramente recettizio, il momento della ricezione della dichiarazione da parte del datore di lavoro..."

 Corte di Cassaz. SSUU, sentenza n.8830 del 14.04.2010

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Il risarcimento dell' I.V.A. e del Fermo Tecnico

     La Cassazione ha cassato senza rinvio la sentenza con la quale il Tribunale non aveva riconsciuto al danneggiato il risarcimento dell'anticipazione dell'I.V.A. sulle spese per la riparazione dell'autovettura e del danno da Fermo Tecnico.

     Se il risarcimento del danno è liquidato in base alle spese da affrontare per riparare il veicolo, il risarcimento comprende anche l'I.V.A. pur se la riparazione non è ancora avvenuta e, a meno che, il danneggiato, per l'attività svolta, abbia diritto al rimborso o alla detrazione dell'I.V.A. versata.

      Con riferimento al cosiddetto danno da fermo tecnico subito dal proprietario dell'autovettura danneggiata a causa dell'impossibilità di utilizzarla durante il tempo necessario alla sua riparazione, è possibile la liquidazione di detta voce di danno in via equitativa, anche in assenza di una prova specifica in ordine. L'autovettura è, infatti, anche durante la sosta forzata fonte di spesa per il proprietario ed è altresì, soggetta ad un naturale deprezzamento.

Corte di Cassazione, Sentenza n.1688 del 27.01.2010

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Ragionevole durata del processo 
violazione e indennizzo

     Dalla giurisprudenza della Corte di Strasburgo si desume che il danno non patrimoniale conseguente alla durata non ragionevole del processo (termine individuato dalla Corte europea dei diritti dell'uomo in un periodo di tre e due anni quale ragionevole durata, rispettivamente del procedimento di primo e secondo grado), viene normalmente liquidato alla vittima della violazione senza bisogno che sia necessario provare la sua susistenza, neppure in via presuntiva.

     La valutazione circa la violazione del termine ragionevole del processo va formulata in termini meramente oggettivi, indipendentemente da ogni indagine sulla possibilità di addebitare o d'imputare la violazione stessa all'uno o all'altro degli organi dello Stato.

Corte d'Appello di Roma - Decreto n.465 del 23.03.2009  - Guida al Diritto n.18 del 02.05.2009

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  Responsabilità per i danni cagionati da cani randagi

     In materia di risarcimento dei danni causati dall'omessa vigilanza sui cani randagi, la legittimazione passiva spetta alla locale azienda sanitaria, succeduta alla USL a seguito della loro soppressione, e non al Comune, sul quale, perciò, non può ritenersi ricadente il giudizio di imputazione dei danni dipendenti dal suddetto evento. 

 Corte di Cassazione Sent. n.8137 del 03/04/2009

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  L'appaltatore risponde dei danni alla cosa sino all'effettiva consegna, indipendentemente dall'attualità del rapporto di appalto

     Poiché l'obbligazione di consegnare una cosa determinata include quella di custodirla fino alla consegna, risponde di inadempimento all'obbligazione accessoria di adeguata custodia ed é, pertanto, tenuto al risarcimento dei danni, l’appaltatore che non dimostri di avere adottato tutte le precauzioni che le circostanze suggerivano, senza che possa rilevare l’avvenuta cessazione del rapporto principale di appalto, atteso che l’obbligo di custodia è correlato alla detenzione dei beni affidati all’appaltatore e non all’attualità del rapporto di appalto, al quale esso sopravvive.

  Corte di Cassazione Sent. n.20995 del 30/09/2009

 

Comunicati:                                                                                                          

 

Concordare il compenso con il proprio Avvocato adesso è possibile!

Liberalizzazione del patto di "quota lite"

     Una delle novità introdotte dal D.L. 4 luglio 2006, n. 233 (noto come "Decreto Bersani", convertito definitivamente dalla Legge n.248/2006), riguarda l'abolizione del divieto del cosiddetto "patto di quota lite".

     Questo patto consente all'Avvocato di concordare preventivamente con il Cliente compensi parametrati al raggiungimento degli obiettivi perseguiti, a condizione che detti compensi siano proporzionati all'attività svolta.

     Il richiamato intervento legislativo ha modificato il terzo comma dell'art. 2233 del codice civile, che oggi, così recita: "...Sono nulli, se non redatti in forma scritta, i patti conclusi tra gli avvocati ed i praticanti abilitati con i loro clienti che stabiliscono i compensi professionali...".

     Fatto salvo l'obbligo di dare all'accordo forma scritta, viene dunque meno il divieto di stabilire i compensi professionali, a prescindere dal cosiddetto “tariffario forense".

     L'obiettivo perseguito dal Legislatore è quello di assicurare agli Utenti un'effettiva facoltà di scelta nell'esercizio dei propri diritti e di comparazione delle prestazioni professionali offerte sul mercato.

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     Come sfruttare i vantaggi della concorrenza!

E' nato il Preventivatore unico RC-Auto

      Il Ministero dello Sviluppo Economico e l'ISVAP hanno dato il via al servizio on-line denominato “tuOpreventivatOre”, con il fine di favorire una maggiore trasparenza e concorrenza nel settore delle assicurazioni per RC-A. 

       E' uno strumento totalmente gratuito in grado di offrire al consumatore una prima informativa sui prezzi delle polizze RC Auto disponibili sul mercato, consentendo al contempo di porre a confronto i prezzi praticati dalle 65 compagnie presenti sul mercato nazionale.    

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